Natura della Sicilia

Автор: , 11 mar 2012

La natura della Sicilia e` altrettanto ricca e bella che l’isola stessa che chiamo Paese della Felicita`. Volete sapere il perche`? Perche proprio qui ho provato gioia improvvisa di camminare

lungo la riva del mare godendo il calore del sole e il mormorio delle onde, qui ho sentito il silenzio notturno del mare che ti rende inspiegabilmente felice senza nessun motivo. Perche la Sicilia e` attraente e bella.

Lo e` stata da sempre, a qualsiasi momento della sua storia, per tutti i popoli vicini e non vicini. A partire dal 734 a.C. quando i Greci hanno sceso a riva nelle vicinanze del luogo dove oggi si trova la citta` di Giardini Naxos creandovi la prima colonia greca. Dopo i Greci, arrivavano i Romani, i Barbari, i Bizantini, gli Arabi, i Normanni, gli Spagnoli, i Francesi ed altri popoli. E tutti i conquistatori lasciavano un’impronta profonda e utile sulla cultura, tradizione e vita dell’isola. Ognuno di loro assimilava la cultura del predecessore arricchendola. Ecco perche la storia e la cultura della Sicilia e` così profonda e versatile. Oggi ci fermiamo sull’aspetto della storia delle piante.

Accanto alla grande storia dei popoli esiste in Sicilia la piccola storia delle piante che, grazie ai conquistatori, hanno anch’esse conquistato la Sicilia, divenendo immagine insostituibile del paesaggio. Difficile è immaginare la vegetazione della Sicilia pregreca, che alcuni vogliono interamente ricoperta da boschi e macchia mediterranea. Certo è, comunque, che alcuni alberi allora non c’erano.

A cominciare dalla vite, dall’ ulivo, dal fico, dal mandorlo e dal melograno, importati dai Greci, o dai Fenici.

Ai Romani si deve il pesco, il susino, il ciliegio. Ai Musulmani il pistacchio, il gelso, il carrubo, la palma dattilifera, il limone, l’arancio amaro, il cotone e la canna da zucchero, ora non più coltivata. Importandolo dalle Americhe, gli Spagnoli introducono il fico d’India.

Tra gli alberi da frutta più c’è l’arancio dolce, che proviene dalla Cina, il mandarino, che proviene da Madura, e il nespolo giapponese.

Due alberi non da frutta importanti per l’economia siciliana, e che sembrano indigeni, sono la quercia da sughero e il frassino da manna, l’ uno e l’altro coltivati nel Parco delle Madonie.

Ogni pianta potrebbe servire da soggeto per un libro. Ma ora limitiamoci a raccontare il mito dell’ulivo perche le migliore olive dell’Europa si coltivano in Sicilia e anche perche i Greci che hanno iniziato la storia siciliana hanno improntato profondamente la cultura della Sicilia gettandone le basi principali.

E` successo una volta una disputa tra la dea Atene e Nettuno che contendevano di essere piu` utili al popolo della citta` che oggi si chiama Atene. Avete gia` capito chi aveva vinto la disputa? Tutti conoscono la bella citta` di Atene. Ma che cosa offrivano i dei alla gente?  Nettuno colpiva il muro della citta` con il suo tridente estraendone il torrente dell’acqua marina. Atene offriva ai cittadini l’ulivo e ha vinto. Magari, riparleremo dell’ulivo un’altra volta perche e` una cosa veramente preciosa. Si sa che nel mondo antico uno che abbatteva l’ulivo veniva condannato a morte.

Ma per oggi e` finita. Di nuovo!

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